Francesco Barbieri (Pisa, 1976), prima di dedicarsi alla pittura su tela è stato per anni una figura importante nella scena internazionale del graffiti-writing. Nelle sue opere esplora la marginalità della vita metropolitana, rappresentando le "terre di nessuno" che si trovano ai confini geografici e sociali delle città moderne e costruendo scenari urbani dove spesso il treno e la ferrovia sono elementi centrali.
Con il suo peculiare linguaggio visivo Barbieri restituisce nella pittura le emozioni sperimentate nelle strade che ha esplorato per lunghi periodi: il viaggio e lo stile di vita a esso legato sono elementi fondamentali della sua arte e negli ultimi venti anni ha visitato regolarmente New York, Berlino e le grandi città asiatiche solo con lo scopo di scoprire gli angoli più nascosti di queste metropoli.
Nel 2015 viene selezionato dal Dipartimento di Arte dell'Università di Nanchino in Cina per un'importante residenza d'artista che lo porta a esporre nel prestigioso Nanjing Sifang Art Museum, oltre che a confrontarsi con l'arte tradizionale cinese. Da questa esperienza nasce un nuovo ciclo di opere.
Nel 2017 presenta al Museo Piaggio di Pontedera un' esposizione antologica della sua produzione recente, insieme a un workshop con un importante valore sociale dove si confronta con i ragazzi delle scuole superiori per tre mesi.
Nel 2019 partecipa alla residenza d'artista presso il Centro d'Arte Contemporanea Ifitry nelle vicinanze di Essaouira in Marocco, dove ha modo di concepire una serie di lavori sperimentali che uniscono i paesaggi desolati della costa atlantica con elementi grafici della cultura locale.
Nel 2022 imprime un cambio di direzione alla sua pittura, che lo porta a realizzare quadri dal sapore pop, ispirati ai fumetti vintage, ai personaggi-cartoon dei graffiti newyorkesi, e alla cultura popolare in generale: dopo aver indagato il paesaggio per una decade, questo nuovo ciclo di opere è incentrato sulla figura umana, sui suoi stati d'animo, ansie e modi di vivere e di apparire, che Barbieri fa mettere in scena ai personaggi che fin dall' infanzia lo ossessionano.
Nel 2024 entra nella collezione del Museo dell' Opera della Primaziale Pisana con il quadro "Centro di gravità", esposto permanentemente al Museo delle Sinopie in Piazza dei Miracoli.
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